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Magazzino San Salvario

Album Track By Track

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Pesci rossi
Il brano che apre il disco è una sorta di “manifesto” della musica dei Magazzino San Salvario. Le sonorità aggressive ed accattivanti si fondono con un testo che parla di “alienazione” e di come spesso ci si trovi a vivere chiusi sempre e solo nel proprio ambiente, destinati ad una esistenza ripetitiva, anestetizzati da falsi alibi, senza avere mai il coraggio di andare oltre per aprirsi a nuove esperienze.

Europa chiama Italia
È la canzone più solare ed orecchiabile del disco, il cui ritornello con la frase “Bello ma non ci vivrei” si candida a diventare vero e proprio tormentone. È un inno alla voglia di viaggiare, che mette però anche in risalto in maniera ironica un certo qual provincialismo degli italiani, che poi alla fine preferiscono sempre tornare a casa nel proprio rassicurante “metro quadrato”. Il brano è impreziosito dal featuring del cantautore Federico Sirianni.

Cose che non ti ho mai detto
Un brano intimo ed intenso nel quale emergono appieno le qualità di song-writer dell’autore Stefano Caire. Il testo, dedicato alla morte del padre, è di quelli che arrivano nel profondo con il quale, chiunque abbia mai subito un lutto parentale, ci si può facilmente immedesimare.

Abecedario
Con questo pezzo scanzonato ed irriverente si ritorna alle sonorità più propriamente rock. Come in una sorta di lezione rivolta ai bambini delle scuole elementari, il testo enuncia in rigoroso ordine alfabetico tutte le più tipiche e peggiori peculiarità del nostro “Bel Paese”. Nel brano è presente il “Coro dei bambini del Magazzino San Salvario” che conferisce al tutto una piacevole sensazione di energia e freschezza.

Oceano mare
Una canzone molto introspettiva, dall’atmosfera inizialmente rarefatta ed ipnotica. Il testo è ispirato all’omonimo romanzo di Alessandro Baricco e indaga un particolare stato d’animo per cui si è profondamente insoddisfatti della propria condizione, senza però fare nulla per cambiarla. Il passaggio dirompente ed inaspettato alla seconda parte della canzone chiarisce il concetto di “Grunge Cantautorale” meglio di qualsiasi definizione.

Cavernicoli
Il brano più duro ed impegnato del disco, sia nel testo che nella musica, che riporta indietro le lancette al “combat rock” degli anni Novanta e a quando i fratelli Caire  giravano per l’Italia suonando nei centri sociali. Un lucida critica sociale che non fa sconti a nessuno, dalla classe politica nostrana fino all’attuale scena musicale italiana.

Addominali
A discapito del titolo, si tratta di una canzone d’amore dalle sonorità morbide e suadenti. Il pezzo è dedicato a quei rapporti, ormai sempre più rari, che durano nel tempo e che vanno costruiti e alimentati ogni giorno con impegno e dedizione. Una sorta di esercizio fisico dei sentimenti. Menzione speciale per il solo di chitarra.

Voglia di vivere
Una “rock ballad” intensa ed emozionante, che trasporta per un attimo l’ascoltatore in viaggio oltre oceano. Il testo è dedicato a tutte le persone ormai “diversamente giovani” che talvolta guardandosi allo specchio non sentono più di avere le necessarie motivazioni alla vita. Il brano è reso ancora più potente dal featuring del folk singer torinese Renato Tammy.

Chiamami Alfredo
Dopo “Amami Alfredo” di Giuseppe Verdi e “Colpa d’Alfredo” di Vasco Rossi, un altro Alfredo si inserisce nella storia della musica italiana. Un pezzo dalle sonorità quasi punk che ironizza sulla dipendenza da social network.

L’altra metà
La seconda canzone d’amore del disco. Nella vita, ogni storia d’amore ed ogni rapporto ti lascia qualche cosa, ma ad un certo punto se si è fortunati c’è l’incontro decisivo con la persona speciale che ti completa pienamente. Il ritornello corale è di quelli da cantare abbracciati tutti insieme e il lungo solo di chitarra che sfuma è la perfetta conclusione per l’intero album.

Autoproduzione
Release album: 26 ottobre 2022