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ALATROVE
Tossica Animica

Album Track By Track

Tossica animica
voce principale, cori, programmazione synth, arrangiamento: Altrove
chitarra acustica, programmazione synth, arrangiamento: Andrea Allocca
chitarra elettrica: Martino Cappelli
produzione: Altrove e Andrea Allocca

La title track rappresenta l'impeto di una bambina che ha preso consapevolezza della bellezza del suo mondo. Questo brano, più che celebrare la mistura etnica di cui l’autrice porta sembianze e vicissitudini, celebra la creatività.
Una creatività salvifica, un luogo “altrove” dove tutto è possibile, persino il salvataggio di quella bambina che ha sofferto gli sguardi sospetti e i nomi storpiati, che ha compreso la diversità nel senso più diretto del termine e che ora pretende il proprio riscatto.
     
Ai margini
voce principale, cori: Altrove
programmazione synth: Andrea Allocca
chitarra classica: Altrove
chitarre acustica/elettrica: Andrea Allocca
arrangiamento, produzione: Altrove, Andrea Allocca

Questo brano parla di invisibili, di tutti coloro che stanno ai margini della società, che non sono riconosciuti o presi in considerazione, spesso addirittura osteggiati, maltrattati, se non ignorati completamente. Tra queste persone ci sono uomini e donne rimaste sole per ogni ordine di motivo: perché senzatetto, perché anziani, perché diversi dallo standard imposto dalla comune morale, perché geni incompresi. Ai margini è dedicata, a chi non è visto, ma che osserva, ci osserva e magari, se lo interpellassimo, potrebbe aiutarci a comprendere di più del nostro mondo visibile.

Miele
voce principale, cori, arrangiamento: Altrove
chitarra elettrica, cori, arrangiamento: Andrea Trabucco
batteria, percussioni, cori, arrangiamento: Tommy Ruggero
basso elettrico: Christian Pepe
sax soprano: Gianluca Sia
produzione: Daniele Principato, Andrea Allocca

Miele è il grido di indipendenza di una donna, che vuole emanciparsi da una relazione soffocante, da una società solidamente e sordidamente macista, la cui violenza non è perpetrata unicamente a livello fisico lasciando segni visibili ma, più spesso di quanto si pensi, lo è a livello psicologico, in una forma di mobbing casalingo quotidiano, difficile da raccontare e da testimoniare con prove tangibili. La forza, il talento, le ambizioni delle donne, sono spesso l’incipit della repressione da parte di chi dovrebbe amarle e sostenerle, sono benzina sul fuoco della paura di molti uomini di essere scavalcati, in un'Italia ancora spaventosamente patriarcale. Questo provoca relazioni tossiche, ma difficili da individuare come tali, se non quando ormai è troppo tardi.

Vai a…
voce, chitarra classica, arrangiamento, cori: Altrove
chitarra elettrica: Martino Cappelli
chitarra acustica: Afif Ben Fekih
basso elettrico: Sebastiano Affronti
percussioni: Cristiano D'aliesio
produzione: Andrea Allocca, Altrove

Vai a... è un modo scanzonato e ironico di lasciarsi alle spalle anche le situazioni più spiacevoli, di raccogliere le idee, fare un compendio veloce, rendersi conto che la vita è un'altalena e che l'unico modo per averci a che fare è dondolare con lei, magari dicendole allegramente: "Ma sai che c'è... ma vaff...".

Inspiration love blues
voce principale, cori, programmazione synth, arrangiamento: Altrove
chitarra elettrica, programmazione synth, arrangiamento: Andrea Allocca produzione: Altrove e Andrea Allocca

Un brano nato di getto, come “Tossica animica”, ed uno dei più recenti. La linea di basso è arrivata per caso e all’improvviso, seguita dal canto di una specie di canzone dell'amor perduto, dedicata all'ispirazione perduta. Dalla versione basso e voce è stato elaborato un funky, aggiungendo anche batteria e chitarra, pur restando abbastanza semplice e scarno.

La terra all’umano
voce, programmazione synth, arrangiamento: Altrove
produzione: Altrove e Andrea Allocca
La Terra all'Umano nasce come poesia, scritta tantissimi anni fa, ma paradossalmente ancora più attuale oggi di allora. È stata parte di uno spettacolo multimediale in cui l'essere umano, in dialogo con la Terra sua madre, comprendeva la futilità di una corsa incessante e rettilinea verso il nulla e riprendeva possesso della circolarità della vita, ovvero della ritualità della natura di cui anche l'umanità fa parte.

Radicantico
Voce principale, cori, arrangiamento: Altrove
chitarra classica, violino, arrangiamento: Antonio Bevacqua
tammorra muta, riq, tamburello: Luca Rossi
contrabbasso: Christian Pepe
produzione: Daniele Principato, Andrea Allocca, Altrove

Questo è il brano più antico. Nasce da una poesia scritta moltissimi anni fa, intitolata "Fango". Per Altrove fu l'inizio della ricerca profonda delle proprie radici. Radicantico è un brano lungo, diviso in due parti: la prima parte è come una lenta e progressiva presa di coscienza; la seconda parte, una battaglia fino all'ultimo sangue. Questa seconda parte è una taranta, il cui testo parla della rivolta di questa radice, portata al parosssimo emotivo e ritmico, tipici della transe del tarantismo.

Vivere di arte
voce, programmazione synth, arrangiamento: Altrove
produzione: Altrove e Andrea Allocca

Vivere di arte è nata in pandemia, se non ricordo male dopo l'esternazione del neo-presidente su quanto mancasse loro l'intrattenimento degli artisti, che li fanno tanto divertire. La situazione era tragica e un'emergenza mondiale aveva mostrato al mondo il modo in cui l'Italia teneva in considerazione i lavoratori dello spettacolo. Ebbene Vivere di arte è nata come un grido di rabbia a questa mentalità, che vede gli artisti come superflui, nulla facenti, giocherelloni, eterni bambini e sottolinea con forza la durezza di questo lavoro. Vivere di arte parla anche di quanto sia vero che fare l'artista non sia un lavoro come gli altri, perché implica più compromessi con la propria vita personale, difficilmente separabile dalla vita lavorativa. Una delle componenti del lavoro artistico, ad esempio, è il profondo coinvolgimento emotivo, o la consapevolezza di esser spesso unici e insostituibili in alcuni lavori e che la nostra presenza è necessaria al di là di indisposizioni, malattia e lutto.

Ninna nanna…
voce, chitarra classica: Altrove
chitarra classica: Andrea Allocca
produzione: Andrea Allocca

Il titolo inizialmente era “Ninna per una creatura mai concepita”, dedicata a tutte le donne. Perché tutte le donne, indistintamente, combattono e pagano un prezzo, vita natural durante, per ogni singola scelta che fanno: per essere madri o per non esserlo, per essere mogli o per non esserlo, per essere donne, pur essendo o non essendo madri e mogli. È la parte un po' malata e distorta della nostra società che cerca di etichettare e inventariare eventi, persone e sentimenti come merce. Questo brano mostra le fragilità, le paure, le difficoltà, ma anche le scelte meditate e consapevoli, consce delle circostanze. Racconta di quanto avere o non avere figli debba essere una scelta libera da pressioni psicologiche e sociali.



 

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